PET THERAPY: UN AIUTO CHE VIENE DAL CUORE DEI NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE

PET THERAPY: UN AIUTO CHE VIENE DAL CUORE DEI NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Vi parliamo oggi di una tematica al giorno d’oggi sempre più sentita: la Pet Therapy. Che cos’è la Pet Therapy? Letteralmente significa ”Terapia dell’animale da affezione” ed è sostanzialmente una terapia di supporto alle tradizionali cure/terapie ospedaliere che sfrutta gli effetti positivi dati dalla vicinanza degli animali a una persona. La terapia funziona grazie al rapporto che si instaura tra un animale domestico e un umano. La relazione tra i due stimola le emozioni e favorisce l’apertura a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare, nuovi interessi. L’animale non rifiuta, non giudica, ma ti dona un sorriso; in sua compagnia diminuisce l’ansia o lo stress e diminuisce il battito cardiaco. Questa terapia si rivolge a portatori di handicap, cardiopatici, ansiosi e depressi, anziani e bambini affetti da disturbi anche gravi della personalità. Viene praticata sopratutto negli ospedali, ma anche nelle carceri, centri psichiatrici e centri di recupero per tossicodipendenza. 

Ai i bambini la Pet Therapy aiuta molto a sviluppare processi di apprendimento e a prendersi cura di un individuo diverso da se stessi. Agli adolescenti il rapporto con l’animale può essere utile per stimolare esperienze passate e riflessioni su concetti importanti come il rispetto, la fiducia, la reciprocità: è usato anche nei progetti per la prevenzione al bullismo. Per quanto riguarda invece i ragazzi o bambini con disabilità, l’intervento di Pet Therapy deve essere più ”mirato”, ciò significa che vengono valutate le esigenze di ogni specifico utente. Grazie alla relazione con l’animale questi ragazzi hanno la possibilità di sperimentare una modalità facile e spontanea di interazione.

  Quali animali possono essere coinvolti nella Pet Therapy?

Si consigliano gli animali da compagnia, sopratutto cani e gatti, ma anche cavalli, asini, porcellini d’india. Ogni animale deve essere certificato e deve avere particolari qualità comportamentali e attitudinali che vengono valutate da veterinari esperti in Pet Therapy. Cosa molto importante da ricordare è che durante la terapia oltre al paziente e all’animale vi è sempre anche un’altra figura: il conduttore, cioè l’addestratore dell’animale; è fondamentale in primis che il rapporto tra animale e conduttore sia forte.

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A questo proposito vi raccontiamo la storia di sei Golden Retriever (Milo, Hattie, Quinn, Jessie, Leo e Archie) e la loro esperienza all’ospedale di Southampton In Inghileterra. L’idea è nata circa sette anni fa, quando un bambino ricoverato aveva paura di indossare la maschera resporatoria. Proprio in quel momento stava passando per i corridoi il team di Pet Therapy e uno dei cani volontari  si avvicinò al ragazzino e per gioco mise il suo muso nella mascherina respiratoria! La scena fu così divertente che il bambino smise di aver paura e volle indossare la maschera! Da quel giorno nacque l’idea di far provare ai cani volontari l’attrezzatura ospedaliera per fare in modo che i bambini non la temessero più! Ovviamente anche i cani si sono divertiti a fare parte di questo progetto, ad esempio Jenny adora fare l’ecografia e Leo è perfino entrato nello scanner delle ecografie! Hanno ripreso queste scene buffe e i video vengono mostrati ai piccoli pazienti in modo da rassicurarli prima della visita, esame o ecografia.

 

 

 

 

 

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